Creare simboli per le nuove disabilità: oltre la classica sedia a rotelle

Lo vediamo ovunque ogni giorno, negli uffici pubblici, nei locali privati, all’ingresso delle toilette dedicate.

Di cosa stiamo parlando? Del simbolo grafico più riconoscibile e conosciuto a livello planetario, l’omino sulla sedia a rotelle che indica la disponibilità di un servizio per disabili.

Si tratta di un simbolo che non lascia spazio a equivoci o interpretazioni.

Tuttavia negli ultimi anni, purtroppo, i tipi di patologie da disabilità sono aumentate in modo esponenziale, per cui c’è chi ha pensato fosse giusto rinnovare l’emblema classico della sedia a rotelle.

Creare simboli ex-novo in questo particolare campo non è facile, soprattutto perché le disabilità mentali non sono facili da rappresentare.

Creare simboli per i disabili invisibili

Visability93 è un progetto nato proprio allo scopo di dare voce e visibilità a quel 93% della popolazione disabile che non è in sedia a rotelle e a cui potrebbe essere impedito l’accesso ai servizi di cui ha quotidianamente bisogno, inclusi parcheggi, servizi igienici e posti prioritari.

Stiamo parlando di persone che non presentano disabilità fisiche evidenti, ma che soffrono di notevoli carenze psichiche e comportamentali.

In collaborazione con alcuni enti di beneficenza e attraverso il dialogo diretto con le persone disabili, i fautori del progetto Visability93 hanno dato vita a un set di icone originali ispirate alle più comuni e diffuse disabilità invisibili come l’artrite e l’epilessia.

Creare simboli di questo tipo non deve essere stato affatto semplice, ma il risultato a nostro modo di vedere è stato ottimo.

A voi che ve ne pare?