3 intuizioni di disegno sperimentale e rivolto al futuro

A volte il lavoro di graphic design può essere assai controverso.

Infatti se da un lato i clienti chiedono spesso massima creatività e spirito di iniziativa, dall’altra prediligono in realtà soluzioni quasi sempre standardizzate e rassicuranti.

Un controsenso, insomma. Soprattutto per chi vorrebbe osare proponendo qualcosa di innovativo e diverso.

Eppure ci sono rari casi in cui è possibile cimentarsi in progetti di disegno sperimentale; vuoi perchè il cliente si dimostra mentalmente più “aperto” o vuoi perchè il budget a disposizione permette di tentare soluzioni non convenzionali.

In ogni caso, quando un graphic designer o un creativo può davvero sperimentare si sente più realizzato e soddisfatto del proprio lavoro.

E la motivazione è un fattore imprescindibile per un lavoro di qualità.

Disegno sperimentale tra arte e tecnologia

Vediamo dunque qui di seguito 3 esempi di disegno sperimentale o meglio di progetti che vanno nella direzione di rompere in qualche modo gli schemi precostituiti.

Francis Crick Institute di Londra, la più grande struttura di ricerca biomedica d’Europa ha commissionato la realizzazione di una campagna pubblicitaria per una nuova mostra. L’agenzia incaricata ha voluto realizzare qualcosa in linea con l’essenza dell’istituto di ricerca. Così, in collaborazione con gli scienziati del centro hanno realizzato un titolo al microscopio inondandolo di perline colorate e stampandolo utilizzando la tecnologia 3D. Una liason di arte e tecnologia biomedica davvero straordinaria.

disegno sperimentale

Ancora più “strano” è il connubio artistico-tecnologico che si è creato la startup Graphcore che si occupa di creare e sviluppare hardware per il learning machine e l’agenzia di design a cui è stata commissionata la creazione del logo. L’agenzia infatti ha deciso di realizzare, in collaborazione con Graphcore, un “macchina” (un software in questo caso) in grado di generare forme e segni geometrici in base a determinati input. Così il brand è sempre dinamico e diverso. In sostanza è il processo di creazione stesso a “farsi” brand.

Lo scorso anno la rivista EYE, per la sua 94esima edizione ha pubblicato un numero speciale con 8000 varianti della stessa copertina. Sì, avete capito bene, OTTOMILA! Utilizzando un programma generatore di dati variabili chiamato HP Mosaic sono riusciti a creare ottomila copie una diversa dall’altra per piccoli dettagli grafici. Anche questo è marketing.

Quelli appena elencati sono solo 3 casi di disegno sperimentale che sono stati commissionati negli ultimi anni. Casi in cui i creativi sono stati davvero liberi di osare e tentare qualcosa di unico e distintivo. È vero, non sempre ci sono le condizioni ideali per sperimentare, ma quando ci sono conviene approfittarne. Che dite?