8 pubblicità strane che hanno avuto successo

Nel mondo della pubblicità di oggi è davvero difficile emergere. Gli utenti sono continuamente bombardati da contenuti di ogni tipo per cui è davvero difficile incuriosirli e catturare la loro attenzione.

Quella che si sta giocando sull’attenzione dell’utente è una “guerra” sanguinosissima che sta mietendo vittime un po’ ovunque.

Fuor di metafora, è una competizione ad alto coefficiente di difficoltà.

Per vincere ci vuole fantasia, creatività e una buona dose di pazzia.

Volete vedere alcune pubblicità strane e pazze? Continuate a leggere…

In fatto di originalità si può dire che Gucci ha fatto scuola nel mondo della pubblicità. Ricordate la campagna “Gucci party for the Olympus gods”? Beh, non è cosa di tutti i giorni vedere Dioniso che si fa un selfie con una sciarpa di seta al collo e degli shorts colorati. Se cercate pubblicità strane, questa lo è davvero. Ed ha avuto un buon successo sui social: 200 mila likes e 600 commenti.

pubblicità strane

Lo spot pubblicitario di Pepsi con protagonista Kendall Jenner ha letteralmente sollevato un putiferio di polemiche. I creator sono stati accusati di sfruttare lo scenario della ribellione in maniera un po’ troppo ardita (si vedono sorrisetti e atteggiamenti ambigui). Se n’è parlato molto anche sui mass media e alla fine il marchio si è guadagnato una buon visibilità.

Per questa pubblicità la Dove è stata accusata da più parti e dobbiamo dirlo il confine tra cattivo gusto e razzismo in questo caso è davvero sottile. A onor del vero, però, questo è soltanto un fotogramma di una clip il cui significato in realtà va esattamente nella direzione opposta (a detta dell’azienda), ovvero quella del multiculturalismo. Questo epic fail è stato davvero epico e ha avuto una grandissima risonanza sui media tradizionali.

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Tra le pubblicità strane e per questo altamente divisive non possiamo non annoverare Oreo e del suo biscotto colorato con la bandiera LGBT. A causa della divisività del tema questa pubblicità ha fortemente polarizzato l’audience. Un rischio calcolato? Sicuramente una presa di posizione netta da parte dell’azienda che in questo modo ha chiarito con forza quali sono i valori in cui crede, rafforzando il rapporto con una parte del suo pubblico e allontanandone un’altra forse in maniera definitiva. A livello di visibilità, in ogni caso, operazione riuscita.

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Questi quattro esempi rendono bene l’idea di cosa significa oggi fare pubblicità e quali sono i rischi che talvolta occorre prendere per catturare l’attenzione del pubblico. Tuttavia spesso il rischio è talmente grande che si rischi (scusate il gioco di parole) di oltrepassare il limite.

Che ne pensate?