Breve storia delle insegne luminose

Siamo completamente inondati di pubblicità. Viviamo immersi nella pubblicità. Non è forse così?

Abbiamo addirittura la pubblicità in tasca, la teniamo sul palmo di una mano.

Secondo diversi studi di marketing ogni giorno siamo sottoposti ad oltre tremila annunci pubblicitari.

Tra questi le insegne luminose sono ancora oggi le più efficaci e da decenni sono parte integrante del paesaggio in cui viviamo.

Nel corso del tempo hanno subito diverse trasformazioni a livello tecnologico, ma la loro efficacia è rimasta intatta.

Se ti interessa la loro storia e sapere come si sono evolute ti invitiamo a proseguire nella lettura.

 

Insegne luminose come simbolo della modernità e della società dei consumi

È davvero difficile immaginare le grandi metropoli del mondo industrializzato come Londra, Tokyo, Parigi e New York senza insegne luminose.

Eppure a pensarci bene si tratta di un fenomeno alquanto recente se raffrontato alla loro storia in quanto è strettamente legato all’elettrificazione del mondo.

Possiamo far risalire l’invenzione della prima insegna elettrificata al neon ai primi del ‘900 grazie all’opera dell’inventore francese George Claude.

Negli anni ’20 la tecnologia delle insegne luminose sbarca negli USA grazie all’azienda Packard. E fu il boom.

Pubblicitari e imprenditori si innamorarono letteralmente di questo strumento e iniziarono a proporlo ovunque invadendo strade e città.

Non solo. Presto iniziarono anche a proporre varianti “multisensoriali” con insegne luminose che includevano anche suoni, animazioni e addirittura odori.

Dopo la seconda guerra mondiale il fenomeno esplose, soprattutto oltreoceano: ristoranti, bar e cinema furono ricoperti di luci divenendo simbolo del consumismo e della cultura pop.

La creatività di designer e pubblicitari diede vita a nuove forme stilistiche, moderne e rivoluzionarie.

L’impatto sulle persone e sulla loro propensione al consumo fu enorme… e dura ancora oggi.

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